Articoli correlati ‘uomo e animali’

Anche gli animali pensano

13 gennaio 2016

thinking-frogCharles Darwin pensava che le capacità mentali degli animali e degli uomini differissero solo in termini quantitativi e non qualitativi. Era la logica conclusione dell’allora nascente teoria evolutiva. Così nella sua ultima e grande opera, The Expression of Emotions in Man and Animals, ha osservato la gioia, l’amore e il dolore negli uccelli, negli animali domestici e nei primati, così come in diverse razze umane. Ma il punto di vista di Darwin è stato contraddetto da una risalente tradizione di pensiero europea secondo la quale gli animali sono del tutto privi di una “mente”. Tutta colpa di Cartesio, secondo il quale gli esseri umani sono creature dotate di una ragione superiore direttamente connessa con la mente di Dio, mentre gli animali sono pure macchine fatte di carne, una specie di robot viventi che mangiano senza piacere, piangono senza dolore, crescono senza rendersene conto. the-thinking-gorillaInsomma, secondo Cartesio, gli animali non desiderano nulla, non hanno paura di nulla e non conoscono nulla. Sta di fatto che la biologia del ventesimo secolo si è trovata molto più comoda sulla scia di Darwin che su quella di Cartesio. Rompendo molti schemi, nel 1976, Donald Griffin, professore alla Rockefeller University di New York, ha sostenuto che gli animali in realtà sono in grado di pensare e che questa loro capacità può essere sottoposta a verifica scientifica (The Question of Animal Awareness). In generale, negli ultimi 40 anni il consenso scientifico si è orientato ampiamente verso la posizione di Darwin. Oggi la comunità scientifica è per lo più unanime nel riconoscere che gli animali elaborano le informazioni ed esprimono le emozioni con modalità che rivelano una vera e propria consapevolezza mentale. C’è accordo sul fatto che la maggior parte delle specie animali siano dotate di funzioni mentali complesse e che alcune specie abbiano attributi un tempo riferibili solo agli esseri umani, come la capacità di dare un nome agli oggetti o di usare utensili, infine che alcune specie, più circoscritte, abbiano qualcosa in comunque con ciò che nella comunità umana si chiama “cultura”: ad esempio l’attitudine a sviluppare modalità caratteristiche di fare, trasmessa per imitazione. Nessun animale è dotat di tutti gli attributi della mente umana, ma la quasi totalità di questi attributi è riscontrabile in questa o quella specie animale. Molto bene, non ci sentiamo più soli…