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14 giugno 2011

Per chi se lo fosse perso, ecco un video dell’installazione in Piazza Duomo del 21 Maggio!


Gita in Ricicleria con GreenKika

14 gennaio 2011

La Ricicleria è un posto che non ti aspetti. A Milano ne trovi 6 custodite e attrezzate per smaltire rifiuti di ogni tipo: pile domestiche, batterie auto e lastre di vetro, legname e frigoriferi, macerie e fogliame, vernici e lampade fluorescenti, olii di frittura, cartucce toner, abiti per la Caritas, pneumatici e tanto altro. Erano anni che accumulavo lampadine e oggetti elettronici morti senza sapere che farne, sperando che un giorno li avrei aggiustati. Il mio vecchio stereo, per esempio, ha scampato la forca tornando al servizio dopo qualche sclero per ripulirlo e collegare i cavi, e mi ha regalato di nuovo della splendida vecchia musica, su cd e cassette che non ascoltavo da anni. Gli irrecuperabili invece, un caro vecchio walkman (che ho baciato prima del lancio), una tastiera e un pc deceduto, hanno spiccato uno splendido volo a parabola nel cassone traboccante di schermi, telefonini, lettori dvd, i famigerati Raee, che sta per Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche… Chiacchierando con il custode ho scoperto che proprio a  gennaio 2011 dovrebbe partire una nuova iniziativa dell’Amsa: un container itinerante che stazionerà nelle piazze per spiegare ai cittadini la raccolta differenziata. Se così fosse, avrei un’occasione per spremere uno degli esperti di rifiuti e scoprire se l’alluminio viene riciclato e dove va gettato, se è prevista la raccolta dell’umido a Milano, quali aziende ritirano i materiali e cosa ne fanno, quali rifiuti vanno agli inceneritori e quali vengono riusati. Diciamolo, per me la gita alla Ricicleria è stata una vera liberazione. Il lancio degli apparecchi che avevo usato e amato, ormai marcescenti, e il suono dell’impatto fra le altre carcasse, che melodia!
La leggerezza con cui si esce da una ricicleria è impagabile. E il pianeta ringrazierà.

All’officina seduti su un blu-j

8 giugno 2010

Questa settimana abbiamo incontrato Daniele Coletti che ci ha parlato de L’officina delle mille cose, un progetto di design da lui ideato insieme a Davide Rossi nel 2008.

– Ciao Daniele, ci spieghi come nasce e che cos’é l’officina delle mille cose?

Ciao! L’officina delle mille cose nasce da un progetto singolo, il grande puff, ma è figlia di un pensiero più articolato, legato ai concetti di riuso, di cura, di artigianalità. Da subito infatti si formalizza in maniera più ampia, come marchio di design che produce collezioni di oggetti in serie limitata, ed ovviamente in materiale di recupero, o come ci piace definirlo materia prima-seconda. Siamo designer e artigiani e ci piace spaziare dal complemento d’arredo, all’accessorio, al pezzo unico.

– Ci parli dell’ultimo progetto che avete realizzato?

Blu-j (nella foto sopra) appartiene ad una famiglia di prodotti di arredo completamente vestiti. Una panchina realizzata in legno di recupero ed imbottita con fasce di lattice e scampoli di lavorazione tessile e, soprattutto, rivestita esternamente da una coppia di jeans e scarpe, entrambe rimanenze di magazzino, in un ensemble che sorprende e dimostra la qualità della nostra progettualità.