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Graffiti Research Lab per la città che comunica

3 luglio 2010

Milano  Green Art Festival 2009 ha portato Graffiti Research Lab (GRL) di Vienna con i suoi laser tag per le strade di Milano. Da allora i GRL si sono moltiplicati in tutto il mondo e  continuano a proporre soluzioni tecnologiche creative e open source per dare la possibilità a tutti di trasformare la propria città in un vero e proprio “mezzo” di comunicazione. Nato a New York dalla collaborazione tra l’artista Evan Roth e l’ingegnere James Powderly, il progetto GRL si presenta come una strategia per riappropriarsi degli spazi urbani sempre più saturi di messaggi che, nella maggior parte dei casi, le persone non scelgono ma subiscono.  I  gruppi GRL cercano di andare oltre: con i loro media user friendly danno un ruolo da protagonisti della comunicazione  ai componenti delle comunità urbane.

 

GRND Lab: techno-green senza retorica

18 giugno 2010

GRND Lab (pronunciato: ground lab) é un laboratorio specializzato nella creazione di soluzioni tecnologiche per affrontare le sfide umanitarie, ambientali e sociali in paesi del terzo mondo e non. Il team di GRND Lab, che sta per Global Research and Networked Devices, lavora a Brooklyn e negli ultimi anni ha ideato, costruito ed implementato i suoi dispositivi elettronici in diversi Paesi del mondo. Per capire meglio il loro lavoro abbiamo intervistato Benedetta Piantella, una delle fondatrici del laboratorio. Ecco alcuni passaggi della lunga e interessante conversazione che abbiamo avuto con lei via skype.

– Parlaci di “Device X”, il progetto di GRND di cui abbiamo letto su alcuni ‘green blog’ e su altri siti focalizzati sullo sviluppo sostenibile

Device X nasce da una sfida che ci lanciò UNICEF un anno fa. La sfida era di costruire un dispositivo elettronico che fosse resistente, non sembrasse di valore (così non lo rubano), che parlasse lingue diverse, consumasse poco, fosse portatile, ricaricabile, semplice da usare e che si potesse connettere col mondo esterno. Abbiamo così costruito un dispositivo medico portatile che permette di raccogliere le informazioni dei pazienti e di produrre una diagnosi del livello di malnutrizione e complicazioni nei bambini che poi verrà trasmessa via SMS ad una database centralizzata che UNICEF sta implementando. 13 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di Severa Acuta Malnutrizione (SAM), una condizione che annualmente causa più di 1 milione di morti, possibili da prevenire. A dicembre del 2009 sono stata per due settimane in Uganda per testare il dispositivo in cliniche pubbliche rurali e osservare il percorso di diagnosi in modo da creare una soluzione facile da implementare localmente e che sia sostenibile nel tempo.

– Quanto é importante per te utilizzare tecnologie open source, e perché?

E’ fondamentale. Da un lato il nostro approccio open source a GRND Lab ha l’obiettivo di combattere alcune delle situazioni presenti oggi, in cui esistono soluzioni tecnologiche a specifici problemi, ma sono troppo costose perché possano essere applicate efficacemente in paesi in crisi. Dall’altro lato, crediamo profondamente nell’importanza del creare una comunità attorno a specifici progetti e soluzioni, così da assicurare la longevità del progetto stesso e la continuità del suo sviluppo da parte di chi utilizza direttamente i dispositi da noi creati. La possibilità di avere collaboratori e contributori in tutto il mondo sta creando un nuovo metodo di design collaborativo che rappresenta un forte progresso.

– La parola “green” (o eco-sostenibile) é molto inflazionata di questi tempi. Un numero impressionante di aziende sembra voler mostrare le proprie credenziali di eco-compatibilitá, rendendo difficile distinguere tra chi é credibile e chi no. Tu cosa ne pensi? Secondo te questo trend é positivo?

Questo trend in certi sensi mi ricorda il trend successivo all’introduzione sul mercato di macchine fotografiche digitali a poco costo e il successivo problema della distinzione tra il fotografo professionista e l’amatore. Credo che col tempo si chiariranno molti di questi dubbi e le società che non hanno messo vero impegno nella eco-compatibilità, rimarranno indietro dimostrando la loro poca credibilità. Il trend credo sia positivo se non altro perché sensazionalizza un fenomeno a cui dobbiamo rispondere adesso e numerosi. La credibilità si verifica solo col tempo e interrogando queste società direttamente su in che cosa consistano effettivamente i loro sforzi ecologici.