Milano Green Festival porta positivo al Fuorisalone

20 aprile 2011
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Anche quest’anno, Milano Green Festival ha portato al Fuorisalone del Mobile la sua carica innovativa e creativa, la voglia di fare e uno spirito di comunità costruttiva. Hanno sicuramente contribuito al risultato l’accoglienza del gruppo di lavoro dell’Appartamento Lago e la totale sintonia di punti di vista e di progetto sperimentata nei giorni della manifestazione. Hanno poi contribuito tutte le persone che hanno voluto portare le loro idee e i loro contenuti nel “contenitore aperto” di Milano Green Festival. I progetti più apprezzati sono stati sicuramente Jellyfish Farm di Studio Mobile (Venezia) e Bicyclops di Sonic Furniture (Milano). La sollecitazione di un’agricoltura urbana che si sviluppa in un ambiente caratterizzato da scarsità idrica, cercando quindi di vincere una duplice sfida, è la chiave ispirativa di Jellyfish Farm. La visione di una città futura silenziosa, perchè riconvertita a una mobilità tutta elettrica, e quindi la ricerca di un un suono nuovo, non aggressivo, non inquinante, sono invece alla base del progetto Bicyclops, che sfrutta la semplicità della bicicletta per proporre una dimensione acustica urbana completamente rinnovata all’insegna di una migliore qualità di relazione tra creature urbane. Non è mancato il momento di confronto sulle nostre scelte di cittadini e di consumatori convinti a mettere in pratica i valori della sostenibilità: un incontro animato da Cristina Gabetti, cui hanno preso parte Primo Barzoni (PALM spa), Sandro Antoniazzi (Cascina Cuccagna), Liliana Merlo (Federcasalinghe), Giovanni Falsina (SEA Aeroporti spa), Giovanni Lanzone (Domus Academy), Francesco Morace (Future Concept Lab) e Cristina Rapisarda Sassoon (MGF).   Brillante anche la partecipazione di Martine Parise con la sua bellissima borsa Metronda in pvc bollato recuperato e del suo gruppo di collaboratrici e modelle. Sempre molto seguito Giovanni Scafuro con i suoi oggetti meravigliosi ricavati dai più disparati materiali di recupero. Apprezzato Oreste Sabadin per la sua capacità di coinvolgere le persone in una riflessione sottile sui possibili cambiamenti degli stili di vita e di consumo.