Spazi pubblici a Milano: le persone, i luoghi, le vocazioni dei quartieri al Green Drink di giugno

26 giugno 2013
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Milano sta vivendo una fase di sviluppo e trasformazione urbanistica, architettonica e infrastrutturale che la sta rilanciando tra le grandi capitali europee. Lo skyline della nostra città sta cambiando. La carica innovativa del cambiamento in atto è davvero elevata. Ma quale rapporto vogliamo che passi tra la nuova Milano costruita e la sua comunità? Quale contenuto umano vogliamo che venga espresso dalle nuove strutture e dalle infrastrutture che le connettono? La Milano città del futuro, oltre a proporre di sé un’immagine di elevata efficienza economica e ambientale, sta definendo la sua identità culturale e sociale? In questa prospettiva: quale sistema di fruizione degli spazi pubblici potrà caratterizzare la nuova Milano? E’ possibile iniziare a disegnare una strategia complessiva di fruizione degli spazi pubblici che valorizzi la relazione tra i luoghi e i bisogni reali delle persone, al tempo stesso dando spazio e incoraggiando vocazioni specifiche e differenzianti dei singoli quartieri? Ci siamo posti queste domande al nostro ultimo Green Drink dell’11 giugno con ottimi ospiti, che hanno stimolato una riflessione di grande qualità. A partire da Maria Rita Ciceri, Docente di Psicologia Generale e Psicologia della Comunicazione per il benessere dell’Università Cattolica di Milano che ha affrontato il tema delle percezioni, dei bisogni e delle aspettative del cittadino-persona nella fruizione degli spazi pubblici. E lo ha fatto applicando la visione della psicologia positiva che apre due diverse prospettive: quella edonica e quella eudaimonica. La prima è centrata sul benessere soggettivo in termini di presenza di emozioni positive ed assenza di emozioni negative: applicata alla fruizione di spazi pubblici significa rendere disponibili alla persona diverse possibili fonti di sensazione/emozione positiva. Questo tipo di benessere si esaurisce con l’esperienza specifica, quindi dura poco. La seconda  prospettiva riferisce la condizione di benessere, anche nella fruizione di uno spazio pubblico, all’auto-realizzazione, considerata come attualizzazione delle potenzialità, risorse e predisposizioni individuali, alla costruzione di significati e alla condivisione di obiettivi. Il termine eudaimonia va interpretato nell’accezione utilizzata da Aristotele nell’Etica nicomachea:  implica un processo di interazione e mutua influenza tra benessere personale e benessere collettivo, tale per cui la felicità individuale si realizza nell’ambito dello spazio sociale. L’eudaimonia corrisponde ai bisogni individuali e collettivi legati nel loro insieme a quel “bene comune” che pone gli esseri umani in tensione reciproca, e che ognuno ricerca attraverso le opportunità offerte dalla società nel cui ambito collabora alla costruzione di un progetto condiviso. Nella prospettiva eudaimonica il benessere non è necessariamente sinonimo di piacere: vengono piuttosto enfatizzate la capacità umana di perseguire obiettivi significativi per il singolo e la società, la mobilizzazione delle risorse, l’incremento delle abilità e dell’autonomia individuale, le competenze sociali e il ruolo delle relazioni interpersonali nella promozione del benessere individuale e comunitario. Perfetto! E’ quello che vogliamo! Pensare il più possibile gli spazi pubblici di Milano come possibili progetti condivisi, nel momento dell’ideazione, ma anche e soprattutto nel momento della fruizione. A Milano ha lavorato molto in questa direzione esterni, impresa culturale attiva dal 1995, raccontata al nostro Green Drink da Anna Spreafico. esterni progetta spazi pubblici, disegna servizi per piccole e grandi comunità, promuove e realizza eventi di aggregazione, sviluppa campagne di comunicazione necessaria e partecipata. E’ sicuramente un punto di riferimento importante per generare una strategia degli spazi pubblici per la nostra città.  Sergio Colantuoni ha raccontato l’esperienza di NIL 28, Associazione Culturale nata nel 2011 e attiva nel quartiere che si trova a cavallo tra i viali Umbria e Molise. Il nome, acronimo di Nucleo d’Identità Locale n. 28, si ispira al codice con cui questo brano di città è stato identificato nella nuova mappa dei quartieri di Milano. Il quartiere è densamente popolato da imprese creative, artisti, architetti ed operatori culturali. Da questa peculiarità nasce  la definizione di NIL28 come distretto creativo. L’Associazione ha come finalità la promozione di attività e iniziative di natura culturale e progettuale orientate a creare una  sinergia tra creatività, professioni e luoghi fisici di produzione. L’idea è che i creativi e tutti i professionisti insieme, al servizio anche del luogo in cui operano, costituiscano un valore aggiunto reale per questa stessa porzione di città. Inoltre la ricerca prodotta deve trovare proprio nel luogo in cui si sviluppa l’ambiente ideale per una prima sperimentazione concreta. Il beneficio delle attività di produzione creativa potrà così ricadere sul quartiere valorizzandolo nel tempo. Isabella Inti e Giampaolo Artoni hanno portato la testimonianza dell’Associazione ADA Stecca, che nasce da un’esperienza di autorganizzazione pluriennale di spazi in abbandono da parte di una decina di associazioni, artigiani, artisti fermamente motivati alla salvaguardia e valorizzazione di spazi pubblici dedicati all’associazionismo locale e cittadino ai margini tra lo storico quartiere Isola e una delle più centrali aree di trasformazione urbana, il Garibaldi- Repubblica. Le attività di ADA Stecca sono organizzate in quattro aree tematiche: Quartiere Isola e spazi aperti, Artigianato e aggregazione giovanile, Cultura della sostenibilità ambientale, Multiculture e integrazione sociale. L’ Incubatore dell’Arte, detto STECCA 3.0 è un edificio pubblico di circa 760 mq gestito dalla  rete di associazioni ADA Stecca , con costi di mantenimento a carico delle realtà associative e la condivisione di un programma socio-culturale con la Pubblica Amministrazione e il Consiglio di Zona 9. In esterno sono stati concessi 500 mq di spazi aperti. La Stecca 3 è una casa per associazioni e attività socio-culturali che si sviluppa su 2 piani: al piano terra degli spazi dedicati a laboratori e al primo  piano ad ufficio e corsi. Sia al piano terra che al primo piano ci sono degli spazi flessibili aperti per raccogliere a rotazione corsi, workshop, seminari, dibattiti pubblici, cene sociali. E’ intervenuto all’incontro Manfredi Catella, Presidente e Amministratore Delegato di Hines Italia. Oggi Porta Nuova rappresenta uno dei maggiori progetti di riqualificazione urbana in Europa attualmente in fase di realizzazione, con un valore di mercato superiore ai 2 miliardi di euro. Il cantiere sta trasformando il centro di Milano con alcuni  edifici icone come il palazzo di Unicredit progettato dall’architetto argentino Cesar Pelli.  La trasformazione restituirà a Milano un’area dismessa di oltre 290mila mq, con 30 edifici precertificati o certificati LEED GOLD. Il progetto si articola in diverse fasi: la prima di Porta Nuova Garibaldi è quasi del tutto completata, mentre la fase due sarà ultimata per Expo 2015; la fase Porta Nuova Varesine e Porta Nuova Isola sarà realizzata nel 2014. Manfredi Catella ha sottlineato che la vera sfida di Milano Porta Nuova è l’architettura orizzontale e, lungo questa linea, l’integrazione delle nuove architetture con quartieri caratterizzati da identità molto forti e molto diverse tra loro. Il Parco dei Giardini potrà rappresentare il filo conduttore di una diversità fortemente attrattiva dal punto di vista della rigenerazione e della riqualificazione urbana. Molto attiva la partecipazione della nostra Amministraziaone comunale rapprentata da Ada Lucia De Cesaris, Vice Sindaco, Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata e Agricoltura Comune di Milano,  Daniela Benelli, Assessore all’Area Metropolitana, Casa, Demanio Comune di Milano e Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura Comune di Milano. Chiarissimo il messaggio dell’Assessore Del Corno: gli spazi pubblici e in particolare i luoghi destinati alla cultura devono essere condivisi e co-abitati, ed è quindi indispensabile che si diffonda questa specifica disponibilità tra gli attori degli spazi pubblici milanesi: tutti dobbiamo imparare a condividere e smettere di chiuderci in spazi o posizioni acquisite. E l’Assessore Benelli ha invitato a proseguire il lavoro diretto nei quartieri, a far partire da lì le iniziative e i progetti di progettazione e di fruizione degli spazi pubblici. Con noi al Green Drink anche Paolo Righetti per Fabbrica del Vapore, che apre le porte a possibili iniziative comuni con Milano Green e i vari attori coinvolti quest’anno nei nostri Green Drinks. Insomma tutti gli ingredienti ci sono, si tratta solo di provare a cucinare insieme!