Grande partecipazione al primo GREEN DRINK sulla mobilità elettrica

26 novembre 2012
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Pronto al via il nuovo Piano Urbano Mobilità Sostenibile, ma l’auto elettrica a Milano non decolla

Siamo partiti con grande entusiasmo con il nostro primo GREEN DRINK lo scorso martedì 20 novembre da Giacomo Arengario, il bar del Museo del Novecento. Tema: MOBILITA’ ELETTRICA, REALTA’ O UTOPIA PER  MILANO? Decisamente premiata la nostra motivazione. Ottima la partecipazione dei discussant e degli interessati. Hanno partecipato attivamente alla discussione: Ada Lucia De Cesaris, Assessore all’Urbanitica e all’Edilizia Privata del Comune di Milano, Maria Berrini, Direttore dell’Agenzia Mobilità, Ambiente e Territorio (AMAT), Stefano Pareglio, membro del Consiglio di Sorveglianza A2A con Luigi Guarrera, responsabile del progetto di e-moving di A2A. E poi: Giacomo Corti, responsabile del Progetto Companies for eMilan per Bosch e Pietro Menga, Presidente di CEI-CIVES. Molte le informazioni emerse dalla discussione. A partire dal quadro di riferimento, rappresentato  dal nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, le cui linee di indirizzo sono state approvate dalla giunta per portare realmente la città a una svolta. Ha detto così Maria Berrini, precisando che il PUMS sarà redatto attraverso un confronto aperto con la città, gli enti locali, gli operatori coinvolti e un Comitato Scientifico con funzione consultiva. Alla base ci dovranno essere 10 strategie: una visione metropolitana, lo sviluppo e il miglioramento delle infrastrutture di trasporto pubblico, il potenziamento della rete ferroviaria (in coordinamento con la Regione), l’organizzazione di una nuova viabilità, i principali interventi per una miglior sicurezza stradale (come aree pedonali e isole ambientali), il sostegno alla ciclabilità, la razionalizzazione dell’uso delle auto (da Area C a nuovi sistemi di sharing), l’efficienza del sistema della sosta, una nuova logistica delle merci e il superamento delle barriere architettoniche.

Secondo Maria Berrini, la svolta verso una mobilità sostenibile è resa indispensabile da una Milano che, oggi, conta 55 auto ogni 100 abitanti, un numero decisamente superiore rispetto a grandi città europee come Parigi (25), Berlino (29), Londra (31), Amburgo (33), Monaco (35) o Barcellona (38). Inoltre, nella nostra città oltre il 50% degli spostamenti viene effettuato con il mezzo privato, con una media interna a Milano di soli 4 km (il 50% di questi sono addirittura inferiori ai 2,5 km).

Per disincentivare l’utilizzo dell’auto in città è necessario porre sempre più attenzione al trasporto pubblico, a partire dai principali nodi di interscambio, perché ogni giorno, da fuori Milano, entrano in città circa 850.000 persone, e dalla riorganizzazione del servizio, perché sia disponibile 24 ore su 24. Inoltre, è indispensabile portare a compimento il progetto di integrazione tariffaria su scala regionale, incentivare sempre più gli abbonamenti mensili e annuali, per trasformare l’utilizzo dei mezzi in un’abitudine quotidiana, e concentrarsi sull’abbattimento delle barriere architettoniche, per garantire piena accessibilità a tutti. Anche l’aumento della velocità commerciale dei mezzi è elemento importante per renderli competitivi rispetto all’auto. Per permetterlo, oltre a provvedimenti come Area C, che ne ha aumentato la velocità tra il 5 e il 6%, l’obiettivo è quello di aumentare l’estensione dei percorsi protetti e controllati da telecamere e proseguire nella strategia di asservimento semaforico, che garantisce tempi di percorrenza migliori e regolarità del servizio.

Oltre al trasporto pubblico, devono diventare vere alternative al mezzo privato anche le biciclette. Per raggiungere questo obiettivo, si punta alla realizzazione di una rete ciclabile diffusa, che possa contare di 300 km di piste e corsie nei primi cinque anni e di 500 km in un decennio, e integrata a un sistema di isole pedonali e Zone 30. Il tutto accompagnato dalla riqualificazione degli itinerari ciclabili esistenti, dall’ampliamento del servizio di bike sharing, che nel 2012 ha cominciato ad uscire dal centro, a garantire un servizio notturno da marzo a ottobre e che nei prossimi mesi raggiungerà oltre 200 stazioni per un totale di 3.700 biciclette in circolazione, e dalla posa di rastrelliere in tutta la città (sono oltre 1000 i nuovi posti installati da aprile a ottobre 2012).

Nei prossimi anni, inoltre, il mezzo privato dovrà diventare sempre meno competitivo anche rispetto al servizio di car sharing e al servizio di taxi, che deve essere integrato con tariffe e servizi mirati, prestando particolare attenzione agli spostamenti, per esempio, delle donne nelle ore notturne o di chiamate collettive. L’attrattività di questi due servizi passerà anche da un piano di regolamentazione della sosta, che sia in grado di rispondere alla richiesta attraverso i parcheggi di interscambio, la cui importanza è stata grandemente sottovalutata in passato, e quelli in struttura già esistenti, per riqualificare gli spazi pubblici e garantire sempre più spazio alla mobilità sostenibile. Inoltre, si punterà all’introduzione di tecnologie innovative che permettano di individuare parcheggi disponibili in zona, riducendo così anche il traffico generato dalla ricerca.

Le linee di indirizzo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e le slide di presentazione sono disponibili sul sito istituzionale e sulla pagina Facebook del Comune di Milano, per chiunque voglia consultarle e condividerle.

E l’auto elettrica? Decisamente a Milano sembra far fatica a decollare. Qualche segnale positivo in realtà c’è.  Come è il caso del Progetto pilota “E-MOVING” di A2A,  presentato all’incontro da Luigi Guarrera, nel quadro della strategia di sostenibilità di A2A delineata dal Prof. Stefano Pareglio. Si tratta di un progetto sperimentale che prevede un numero limitato di autoveicoli elettrici (prototipi o auto pre-seriali) e di punti di ricarica; si è sviluppato in un periodo di tempo definito che ha interessato, nel 2010-2011, la fase di realizzazione delle infrastrutture, la messa in funzione del servizio di ricarica e la gestione e l’analisi delle informazioni raccolte. Questi gli obiettivi del progetto e-moving A2A: essere presente, come gestore di servizi a rete, sui territori, per guidare un armonico sviluppo della rete di distribuzione di energia elettrica e per abbattere concretamente le emissioni inquinanti; partecipare allo studio delle problematiche e alle opportunità collegate al nuovo servizio interagendo propositivamente con gli altri soggetti coinvolti; mettere a disposizione della municipalità l’esperienza e il know-how derivante da un sistema di mobilità sostenibile, ovvero ad impatto nullo, nelle aree cittadine; fornire, al termine della fase sperimentale, le informazioni e i risultati necessari per valutare al meglio le fasi successive.

Quale migliore interlocutore del Progetto Companies for eMilan, rappresentato all’incontro da Giacomo Corti, il responsabile per Bosch SPA? Il Progetto ha generato un network privato di aziende virtuose, interessate a promuovere sia tra i propri collaboratori, sia nell’ambito del proprio business, la mobilità a zero emissioni. Corti ha segnalato però le difficoltà di sviluppo del Progetto a  Milano, soprattutto nella creazione delle infrastrutture necessarie per dare supporto alla mobilità elettrica, in breve delle colonnine di ricarica. La difficoltà nasce per le aziende che non hanno uno spazio proprio in cui collocare le colonnine. E’ indispensabile un intervento dell’amministrazione comunale per consentire la localizzazione delle colonnine anche in spazi pubblici. Attualmente il quadro autorizzativo è carente.

In generale numerosi partecipanti alla discussione hanno messo in luce la scarsa diffusione dei veicoli elettrici nella nostra città e soprattutto la mancanza di una strategia specifica di promozione di questo tipo di mobilità. Conseguentemente la difficoltà di mettere a punto un modello di business da parte degli operatori del settore. Insomma c’è da fare su questo fronte per: diffondere un’informazione chiara sui pro e i contro della mobilità elettrica dai diversi punti di vista, ambientali, sociali ed economici; far conoscere le buone pratiche diffuse in altre grandi città per prendere idee e spunti; capire e mappare le esigenze di infrastruttura a supporto della mobilità elettrica nella nostra città;  progettare strategie di mobilità elettrica non necessariamente basate sul possesso privato di veicoli elettrici; coinvolgere attivamente l’amministrazione comunale come interlocutore dei diversi operatori economici interessati a fornire le soluzioni di prodotto e di servizio.