Designers for a good future: parte MGF 2012 a THE HUB

8 febbraio 2012
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Pronta a partire la Rassegna di Milano Green Festival 2012: DESIGNERS FOR A GOOD FUTURE. Grazie alla collaborazione con COMIECO, Consorzio nazionale per il recupero e il Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica, Milano Green offre alla città cinque  INSPIRING TALKS  dedicati al design come percorso di ri-progettazione dei desideri e dei bisogni. Obiettivo: provare a disegnare un buon futuro per l’ambiente, per le relazioni  umane e per la qualità della vita in città con architetti, designers e creativi under 35. La Rassegna prende vita anche grazie alla partnership con alcuni luoghi speciali di Milano:  THE HUB Milano, Design LibraryAppartamento Lago Milano, Eco Bookshop Valcucine. Luoghi eccellenti che riescono realmente ad esprimere una città aperta alla cultura, all’innovazione e alla comunità. Felicità massima, poi, per la partecipazione alla Rassegna del Dipartimetno Educazione del  Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli, che ospiterà il quinto e ultimo TALK sull’arte partecipata, a Rivoli, nel programma della Summer School, con ospite d’eccezione – per un vero gran finale – Michelangelo Pistoletto.

Il primo appuntamento è martedì 28 febbraio, dalle  18.30 alle 20.30, a THE HUB MILANO, Via Paolo Sarpi 8. Tema del TALK: Space and People, approcci partecipativi per la creazione di spazi collettivi e interattivi di lavoro. Ci troviamo a The Hub Milano, proprio perchè questo spazio è stato  progettato e realizzato con approccio di design partecipato. Sarà quindi un incontro di condivisione per scoprire come lo spazio ha preso forma diventando un esempio virtuoso di co-design, creatività e sostenibilità ambientale. Animerà l’incontro Andrea Paoletti, architetto, imprenditore, community developer e curioso osservatore. Disegna spazi ed esperienze dove le persone diventano protagoniste del processo usando un approccio progettuale sistemico basato su semplicità, schemi innovativi, ambienti giocosi e d’ispirazione, soluzioni su misura e consapevolezza etica. Mette in relazione persone specializzate con artigiani per massimizzare e scambiare competenze, esperienze e creatività. Pensa che ogni progetto debba raccontare una storia, inventare ambienti flessibili e trasformare il modo in cui le persone si relazionano. E’ responsabile della progettazione e della facilitazione di The Hub Rovereto. Ha realizzato The Hub a Milano, a San Francisco (USA) e a Oaxaca (Mexico). Ha lavorato per studi di architettura internazionali e ha partecipato alle attività di Cittadellarte/Fondazione Pistoletto lavorando su temi della trasformazione sociale responsabile negli spazi pubblici e il coinvolgimento di persone nei processi di sviluppo. E’ visiting tutor del corso Fluid Working del California College of Arts di San Francisco (USA), in passato tutor presso il Master Paesaggi Straordinari del Politecnico di Milano e Naba e presso il Master in Economia e Management dell’ Ambiente e dell’Energia MEMAE dell’ Universita Commerciale L.Bocconi. Ricerca e scrive su riviste e blog internazionali. Vive e lavora attualmente tra Milano e Matera, è cresciuto tra i boschi biellesi e da quando ha 12 anni viaggia ed esplora il mondo con lo zaino in spalla. Vive e lavora in Cile, Australia, Inghilterra, USA e Cina.

Accompagneranno Andrea Paoletti nel TALK : Marta Pietroboni (architetto), Roberto Siena (designer) e Contro Progetto (progettazione e costruzione partecipata).

L’ingresso è libero, i posti sono limitati: confermate la vostra partecipazione a staff@milanogreen.com

Permacultura: cos’è?

11 ottobre 2011
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Una definizione semplice, unica, generale di permacultura non esiste.  Permacultura viene dall’inglese “permanent agriculture“, cioè agricoltura permamente – e suggerisce l’importanza di passare da un modello agricolo basato in gran parte su colture annuali energivore a uno schema che favorisce colture pluriennali caratterizzate da bassi consumi di energia fossile e da un impiego ridotto di lavoro umano. La permacultura è una forma di policoltura (coltivazione di diverse varietà di piante nella stessa zona agricola o nella stessa azienda) capace di imitare la diversità degli ecosistemi naturali.

L’idea di permacultura nasce in Australia negli anni 70 dal lavoro di ricerca di Bill Mollison e David Holmgren. Mollison  ha definito la permacultura come “la filosofia del lavorare con e non contro la natura; la filosofia dell’osservare in modo prolungato e consapevole, piuttosto che del lavorare in modo prolungato e sconsiderato; la filosofia del guardare le piante e gli animali nel loro complesso, piuttosto che del considerare ogni area come un progetto di sistema unico, singolare, separato dal resto” (a philosophy of working with, rather than against nature; of protracted and thoughtful observation rather than protracted and thoughtless labor; and of looking at plants and animals in all their functions, rather than treating any area as a single project system). La permacultura è un modello non solo di agricoltura ma anche di vita sostenibile, è un approccio olistico all’agricoltura. I principi della permacultura affondano le proprie radici nell’agricoltura biologica, nelle scienze agroforestali, nelle strategie di sviluppo sostenibile e nell’ecologia applicata. Oggi la permacultura è uno strumento di progettazione di sistemi.  E’ infatti un metodo per: 1) guardare un intero sistema o un problema, 2) osservare come le parti del sistema comunicano tra loro, 3) pianificare la riparazione di sistemi inefficienti, applicando soluzioni derivate da sistemi risultati sostenibili nel lungo periodo; 4) individuare i collegamenti tra diverse  parti.

La permacultura è un’osservazione attenta e contemplativa della natura e dei sistemi naturali per riconoscere i modelli e i principi universali (come i cicli naturali che si ripetono instancabilmente nel tempo) da applicare a situazioni particolari. Progettare in permacultura significa usare modelli naturali  per creare sistemi produttivi duraturi, sostenibili ed equilibrati con una capacità di auto-mantenimento e  rinnovamento con l’impiego di quantita’ minime di energia. I fondamenti etici della permacultura (progettazione e pratica) sono: 1) Prendersi cura della terra – la terra è la fonte di tutta la vita e l’umanità è parte della terra; 2) Prendersi cura della gente – sostenere e aiutare ogni vita senza danneggiare le persone e il pianeta, sviluppando una società sana; 3) Condividere le risorse – usare le limitate risorse naturali della terra in modo saggio ed equo.

Ecovillaggi: anche l’Italia sa fare la sua parte

27 settembre 2011
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L’Italia è verde? Gli italiani hanno voglia di vivere in modo sostenibile? Secondo una ricerca realizzata da Gpf (Istituto di Ricerca e Consulenza Strategica) per Sette “il 50% è attento all’ambiente e acquista prodotti eco. Il 60% opta per i grandi marchi più attenti a non sprecare”. Ma “essere verde” non  significa solo scegliere prodotti eco-friendly, coinvolge  in realtà tutti gli aspetti della vita quotidiana dal lavoro all’istruzione, dalle abitudini alimentari  alle relazioni interpersonali. Nasce da qui l’esperienza dell’eco-villaggio che inizia a diffondersi anche in Italia. Oggi in Italia  sono attivi o in  via di realizzazione più di 10 eco-vilaggi! In Piemonte si trova  Damanhur (Federazione di Damanhur, Baldissero Canavese, Torino). E’ una federazione di comunità ed ecovillaggi fondata negli anni settanta. La sua filosofia si basa sull’azione, sull’ottimismo e sull’idea che viviamo per lasciare qualcosa di noi agli altri, per contribuire alla crescita e all’evoluzione dell’intera umanità e alla trasformazione dei sistemi sociali e politici del pianeta. Un altro eco-villaggio di sicuro interesse è Torri Superiore , villaggio medievale situato ai piedi delle Alpi liguri vicino a Ventimiglia, fondato principi dell’ecologia e della permacultura.  Dunque cosa ci impedisce di cominciare una vita sostenibile? Cominciamo col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso ci sorprenderemo a fare l’impossibile!!!! Altre informazioni  sono disponibili nel sito  RIVE – Rete Italiana Villaggi Ecologici oppure nel sito dell’Accademia Italiana di Permacultura.

La casa prefabbricata fa bene al clima

25 settembre 2011
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Riceviamo da un  contatto Milano Green e volentieri pubblichiamo

Le case prefabbricate sono  un’ottima soluzione, al tempo tesso semplice e innovativa, per chi vuole alleggerire le bollette  e  dare  un importante contributo al nostro ecosistema. Le case prefabbricate in legno si basano su un sistema di costruzione totalmente ecologico ed orientato a un risparmio di energia che, nel mercato attuale, non trova soluzioni paragonabili. Le case prefabbricate hanno avuto un forte sviluppo negli ultimi anni in particolare a partire dagli anni ’70, ma  queste abitazioni hanno una storia ben più lontana: il legno è infatti un materiale che ha da sempre accompagnato l’uomo nella realizzazione degli edifici dalle capanne sino alle più evolute strutture in lamellare. I prefabbricati in legno possono essere considerati a tutti gli effetti case passive: sono infatti isolati energeticamente e producono bassi consumi con la conseguenza che le emissioni di Co2  in atmosfera saranno minime. Rispetto a un edificio “tradizionale” con un buon isolamento ed impiantistica moderna,  i vantaggi sono comunque molteplici. Ad esempio il raffrescamento forzato, elemento ormai indispensabile nelle case in muratura, non è necessario nei prefabbricati in legno. La climatizzazione estiva inoltre comporta nelle case in muratura grandi consumi di energia elettrica, mentre nelle abitazioni prefabbricate a risparmio energetico si può fare a meno  degli impianti di raffrescamento. E’  da considerare inoltre che le case in legno vengono prodotte impiegando pochissima energia rispetto alle abitazioni con strutture in laterocemento. Il legno infatti grazie alla sua facile lavorabilità non comporta scarti, è un materiale rinnovabile ed è facilmente trasportabile per il suo peso ridotto. Insomma le case prefabbricate possono essere realizzate con un minimo impatto ambientale e durante la loro vita  richiedono   bassi apporti  di energia e comportano emissioni ridotte. Anche i costi delle case prefabbricate a risparmio energetico sono senz’altro competitivi confrontate con le più moderne abitazioni in muratura:  il  prezzo medio delle case prefabbricate varia  dai 1.200 a 1.400 €/mq (chiavi in mano): in più  i costi e i tempi di costruzione sono certi.  Mario Caruso

Facciamo fiorire l’agricoltura urbana

14 agosto 2011
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Agricoltura urbana vuol dire coltivare, trasformare e distribuire il cibo in contesti urbanizzati o peri-urbani, nel centro e nelle periferie. L’agricoltura urbana può prevedere l’allevamento di animali, l’acquacultura,  pratiche agro-forestali e l’orticultura. Contribuisce alla sicurezza e all’igiene alimentare in due modi: aumentando la disponibilità di cibo per gli abitanti della città e  mettendo ortaggi, frutta e carne a disposizione dei consumatori urbani. Una forma comune ed efficiente di agricoltura urbana è la pratica con metodi biointensivi. L’agricoltura biointensiva promuove la produzione di cibo con risparmio energetico e utilizzo di energie rinnovabili.  Per Milano città eco-positiva sarebbe un bellissima opportunità, molte città si sono già mosse in questa direzione. Ad esempio Londra: è un esempio da seguire, da noi il clima è anche più mite, dunque potremmo fare di più!!! A Londra stanno sperimentando persino l’apicultura urbana. Anche nelle città Usa sono parecchio avanti. Insomma c’è parecchio da fare.

Il video di ABI-TANTI sul nostro canale YouTube

14 giugno 2011
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Per chi se lo fosse perso, ecco un video dell’installazione in Piazza Duomo del 21 Maggio!


E’ stato fantastico, grazie a tutti!

27 maggio 2011
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ABI-TANTI, la moltitudine migrante del Museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli, ha animato la Piazza del Duomo a Milamo, sabato 21 maggio, riempiendo lo spazio di colore, passione e voglia di stare insieme.  Milano Green Festival ha portato in piazza la voglia di fare e di fare insieme, uno sguardo diverso su Milano, improvvisamente città amichevole, che accoglie e fa stare bene. Grazie a tutte le persone che sono state con noi sotto un meraviglioso sole cocente, grazie a tutti i bambini, soprattutto a quelli che hanno tolto le scarpe per stare seduti comodi a comporre il loro nuovo ABI-TANTE. Grazie a chi ha consentito a Milano Green Festival di realizzare questa iniziativa: CONAI e i Consorzi di filiera, la Camera di Commercio di Milano e il Comune di Milano. Vogliamo assolutamente conoscere dal gruppo del Dipartimento Educazione  di Castello di Rivoli dove andranno  gli ABI-TANTI costruiti dalla gente di Milano. Li vogliamo vedere nella prossima piazza!

Venerdì 20 maggio conferenza stampa per ABI-TANTI

17 maggio 2011
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Milano Green Festival invita alla presentazione di ABI-TANTI, la moltitudine migrante, installazione e gioco collettivo di Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, venerdì 20 maggio 2011, ore 11.30-13.00 Palazzo Giureconsulti, Sala Terrazzo, Piazza  Mercanti 2, Milano con: Walter Facciotto, Direttore generale CONAI, Anna Pironti, Responsabile Capo Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Alberto Artioli, Sopraintendente Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano (in attesa di conferma), Massimo Ferlini, Membro di Giunta Camera di Commercio di Milano e Cristina Rapisarda Sassoon, Coordinatrice Milano Green Festival.

Gli ABI-TANTI saranno in Piazza Duomo sabato 21 maggio, dalle 10.00 alle 18.00. L’accesso alla manifestazione è libero.

Gli ABI-TANTI sfuggono a qualsiasi definizione grazie al loro potente valore simbolico che li trasforma in uno specchio nel quale ognuno di noi può riconoscersi. Gli Abi-tanti sono tanti, tutti uguali ma ognuno diverso dall’altro, nascono nomadi e non abitano case, sono creature semplici ma al contempo enigmatiche, arrivano da luoghi lontani e si riuniscono in silenzio invadendo le piazze pacificamente, quando se ne vanno sono più numerosi di quando erano arrivati e non lasciano alcuna traccia dietro di sé. La loro vista non suscita timore ma curiosità e rimette in gioco i concetti di identità e differenza.

ABI-TANTI è un’installazione ma soprattutto un grande gioco collettivo pensato per la piazza intesa come Agorà, cioè come spazio dell’incontro e del confronto. Un divertimento che nasce, nelle intenzioni del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, per favorire la relazione tra le persone e la riflessione su temi etici, politici e culturali nella dimensione pubblica. Grazie agli ABI-TANTI l’azione creativa diventa il frutto del pensare “noi” piuttosto che “io”.

L’evento, che gode del Patrocinio del Comune di Milano, è reso possibile grazie al sostegno di Conai e dei singoli Consorzi di Filiera (Consorzio Nazionale Acciaio, CiAl, Comieco, Corepla, Coreve, Rilegno) e della Camera di Commercio di Milano. Gli ABI-TANTI viaggiano con SAF Autoservizi FVG.

In Piazza Duomo sabato 21 maggio costruiamo i nuovi ABI-TANTI di Milano con CONAI

11 maggio 2011
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Sabato 21 maggiodalle 10.00 alle 18.30, Milano Green Festival porta in Piazza Duomo, grazie al supporto di CONAI, Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi,   “ABI-TANTI. La moltitudine migrante”, la meravigliosa installazione del Dipartimento Educazione di Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. 6.000 ABI-TANTI arriveranno in piazza e  ne verranno creati 500 nel corso della giornata. Saranno i nuovi abitanti di Milano che adulti e bambini di tutte le età potranno costruire insieme allo staff del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli. Sarà un grande gioco collettivo per  imparare a trasformare e valorizzare, divertendosi, tanti materiali differenti in un contesto di  grande armonia e suggestione.

I 6000 ABI-TANTI arrivano a Milano portando la sensibilità e i colori delle piazze di Genova, Rivoli, Trento, Torino, Grenoble, Napoli, Alessandria, Reggio Emilia e Rimini.  L’evento è patrocinato dal Comune di Milano. Con CONAI saranno presenti tutti i Consorzi di filiera di recupero degli imballaggi e quindi: il Consorzio Nazionale Acciaio, CIAL per l’alluminio, COMIECO per carta e cartone, COREPLA per la plastica, COREVE per il vetro e Rilegno. L’iniziativa ha anche il sostegno della Camera di Commercio di Milano.

Seguiteci nei prossimi giorni per tutte le informazioni e soprattutto….PARTECIPATE!!!!

Milano Green Festival porta positivo al Fuorisalone

20 aprile 2011
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Anche quest’anno, Milano Green Festival ha portato al Fuorisalone del Mobile la sua carica innovativa e creativa, la voglia di fare e uno spirito di comunità costruttiva. Hanno sicuramente contribuito al risultato l’accoglienza del gruppo di lavoro dell’Appartamento Lago e la totale sintonia di punti di vista e di progetto sperimentata nei giorni della manifestazione. Hanno poi contribuito tutte le persone che hanno voluto portare le loro idee e i loro contenuti nel “contenitore aperto” di Milano Green Festival. I progetti più apprezzati sono stati sicuramente Jellyfish Farm di Studio Mobile (Venezia) e Bicyclops di Sonic Furniture (Milano). La sollecitazione di un’agricoltura urbana che si sviluppa in un ambiente caratterizzato da scarsità idrica, cercando quindi di vincere una duplice sfida, è la chiave ispirativa di Jellyfish Farm. La visione di una città futura silenziosa, perchè riconvertita a una mobilità tutta elettrica, e quindi la ricerca di un un suono nuovo, non aggressivo, non inquinante, sono invece alla base del progetto Bicyclops, che sfrutta la semplicità della bicicletta per proporre una dimensione acustica urbana completamente rinnovata all’insegna di una migliore qualità di relazione tra creature urbane. Non è mancato il momento di confronto sulle nostre scelte di cittadini e di consumatori convinti a mettere in pratica i valori della sostenibilità: un incontro animato da Cristina Gabetti, cui hanno preso parte Primo Barzoni (PALM spa), Sandro Antoniazzi (Cascina Cuccagna), Liliana Merlo (Federcasalinghe), Giovanni Falsina (SEA Aeroporti spa), Giovanni Lanzone (Domus Academy), Francesco Morace (Future Concept Lab) e Cristina Rapisarda Sassoon (MGF).   Brillante anche la partecipazione di Martine Parise con la sua bellissima borsa Metronda in pvc bollato recuperato e del suo gruppo di collaboratrici e modelle. Sempre molto seguito Giovanni Scafuro con i suoi oggetti meravigliosi ricavati dai più disparati materiali di recupero. Apprezzato Oreste Sabadin per la sua capacità di coinvolgere le persone in una riflessione sottile sui possibili cambiamenti degli stili di vita e di consumo.